Manca meno di un mese alle elezioni USA 2016

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Negli USA si vota per il nuovo presidente il prossimo 8 novembre

A un mese dalla data delle elezioni presidenziali USA 2016 la competizione tra i due sfidanti, Hillary Clinton e Donald Trump si sta facendo sempre più accesa.

Una lotta che si combatte andando a cercare voti in tutte le possibili aree del paese, specialmente tra le giovani generazioni, che sembrano essere le meno “affascinate” dai due candidati alla presidenza, che sono anche la più “vecchia” coppia che sia mai andata alla battaglia per l’elezione.

Molti analisti pensano che il voto dei giovani potrebbe anche essere dirottato sul candidato indipendente Gary Johnson, nel tentativo di fermare la corsa di entrambi i candidati dei maggiori partiti.

Sarà la prima volta di un presidente donna?

Le elezioni presidenziali USA 2016 potrebbero vedere per la prima volta un presidente donna a capo della superpotenza mondiale. La Clinton, che ha vinto a mani basse del suo partito, è già stata in passato alla Casa Bianca, come “First Lady”, come moglie di Bill Clinton, ed è tornata a Washington anche durante la prima presidenza di Barack Obama, come segretario di stato.

L’attuale presidente americano si è molto speso durante le primarie in sostegno della candidata democratica ed anche dopo la sua nomina sta continuando a lavorare per la sua elezione.

Per gli Stati Uniti, sarebbe un passo epocale, che seguirebbe quello arrivato proprio con Barack Obama, il primo “colored” alla guida della nazione. E proprio l’appoggio della popolazione di colore potrebbe essere uno dei maggiori punti di forza per Hillary Clinton nella lotta contro il candidato repubblicano.

I sondaggi delle elezioni USA 2016

Come sempre nel corso delle elezioni presidenziali americane, sono i sondaggi a farla da padrone, ed ogni network e giornale sta pubblicando i propri, andando a cercare anche situazioni particolari. elezioni usa 2016 nuovo presidente il prossimo 8 novembre

Ad esempio, secondo il sito americano FiveThirtyEight, i dati elaborati da Nate Silver indicano che la candidata democratica è in vantaggio sul suo avversario, con una maggioranza schiacciante, pari all’86,5%, contro il 13,5%, ma nello stesso tempo un altro sondaggio, realizzato questa volta dalla rete televisiva Cnn, nella lotta tra i due candidati alla vicepresidenza, vince quello repubblicano, Mike Pence, con il 58%, contro il 42% del candidato democratico Tim Kaine.

Il sondaggio è stato effettuato dopo che i due avevano dato vita ad un “duello” televisivo, lo scorso martedì.

Elezioni USA 2016, la battaglia negli stati “chiave”

Negli USA le elezioni si svolgono con il metodo dei “grandi elettori”; in ognuno dei 50 stati che compongono la federazione infatti, i votanti scelgono non il presidente, ma persone della lista del candidato, che poi voteranno a loro volta il nuovo presidente, il 45esimo nella storia della nazione americana.

Il sistema di attribuzione dei “grandi elettori” è il maggioritario, ad eccezione di due stati, il Nebraska ed il Maine, ed il numero dei “grandi elettori” di ogni stato è determinato dalla popolazione residente, per cui ci sono stati con maggiore impatto, come la California, con i suoi 55 “grandi elettori”, od il Texas che ne assegna 38, e la Florida, con 29, per arrivare agli stati più piccoli come Montana, Vermont, Delaware ed altri 5 che ne assegnano solo 3 a testa.

Ecco perché la battaglia si concentra soprattutto in quegli stati con maggior numero di “grandi elettori” che sono in bilico, in questo caso Florida, Nevada e Carolina del Sud, dove i due sfidanti ed i loro vice si combattono strenuamente.

I duelli televisivi nelle elezioni USA 2016

Come tradizione, i due candidati alla Casa Bianca si sfidano anche in testa a testa televisivi, nei quali possono parlare direttamente alla grande platea americana, spesso portando anche attacchi personali. Nel primo di questi dibattiti, la Cnn ha visto vincitrice la candidata democratica, con il 62% dei consensi, contro il 27% di Trump, ma il sondaggio di “fortune”, eseguito su 500milapersone vede in leggero vantaggio il miliardario repubblicano e Cnbc ha visto Trump “stravincere”.

Certamente nel duello televisivo la candidata democratica ha dimostrato la sua maggiore “competenza politica”, mentre Trump, sempre all’attacco, in diverse occasioni non ha saputo frenare il suo carattere che in molte occasioni lo porta anche ad andare “sopra le righe”, per ottenere una buona presa sull’elettorato americano.

Elezioni USA 2016, le accuse contro Trump

Il miliardario americano Donald Trump, candidato alla Casa Bianca per i repubblicani potrebbe aver evaso le tasse per 18 anni. L’annuncio viene dal New York Times, uno dei più influenti quotidiani statunitensi, che ha pubblicato delle cartelle, ricevute in forma anonima, che riguardano la dichiarazione dei redditi del magnate.

Nel 1995 Trump dichiarò una perdita colossale, pari a 916 milioni di dollari, dovuta al fallimento dei suoi casinò di Atlantic City ed altre imprese, ed il quotidiano, non avendo il “tycoon” mai pubblicato integralmente le sue dichiarazioni dei redditi, ipotizza che questa mossa possa avergli consentito di “dedurre”, per i successivi 18 anni, circa 50 milioni all’anno di reddito.

Un nuovo scandalo che segue di pochi giorni quello etichettato come “Castro connection”, in cui il miliardario veniva accusato di aver violato l’embargo verso Cuba dichiarato dagli Stati Uniti, proprio per fare affari con imprese dell’isola.

Trump sembra non aver dato peso a queste rivelazioni del quotidiano newyorchese limitandosi a dichiarare che l’organo di stampa fa campagna elettorale a favore dei democratici.

Nelle elezioni USA 2016 anche accuse di “hackeraggio”

In questa importante tornata elettore spuntano anche le accuse di “hackeraggio”, che gli USA hanno rivolto contro la Russia.

E’ stata proprio l’amministrazione Obama ad accusare in modo ufficiale Mosca di aver lanciato degli attacchi “hacker” contro la campagna elettorale statunitense, volti ad influenzare l’esito del voto. La denuncia è partita dalla massima autorità statunitense in fatto di intelligence, l’”Office of the Director of National Intelligence”, ed è stata redatta sulla base di indagini che alcuni membri della stessa agenzia e dell’Fbi hanno svolto nei mesi scorsi, quando si sono trovati in presenza di attacchi “hacker”. Le accuse americane sono state respinte dal Cremlino, che la ha definite “senza senso” in una risposta di Dymitri Peskov, portavoce ufficiale di Putin, riportata da Interfax.