Il tatuaggio, da segno di appartenenza a ornamento

Scritto da

tatuaggi

Un tempo i tatuaggi identificano alcune precise categorie di persone, tutte e due legate a stili di vita inusuali e isolati: i carcerati e i marinai. Gli uni e gli altri del tatuaggio facevano vanto, sentendosi marchiati con un volontario segno di distinzione e di anticonformismo: attento borghese, attento cittadino – dicevano questi tatuaggi – io sono diverso da te, io appartengo a un mondo che tu non conosci e che non ami, un mondo che è solo mio e di quelli come me.

Oggi un tatuaggio non lo si nega più a nessuno: tra gli accessori della moda giovane e giovanile c’è, inesorabilmente il tatuaggio. Oggi lo stile di vita, relativamente al nostro aspetto, vuole che noi  personalizziamo i nostri accessori (le cover dei telefonini, i nastri, i pupazzi sulle borse), i nostri abiti, le nostre auto. È così anche per i nostri corpi, che vengono personalizzati in tanti modi (il colore dei capelli, il trucco) ma specialmente con il tatuaggio, non più segno di appartenenza, ma semplice ornamento. C’è chi civettuosamente si fa disegnare un piccolo tatuaggio sul polso, o su una caviglia, mezzo nascosto dalla vezzosa cavigliera. C’è chi si adorna di sontuosi tatuaggi, magari a più colori, con disegni immaginifici, vistosi, fantasiosi. Esistsono dei grandi professionisti del campo, che si esercitano con grande competenza – e grandi compensi – in questa nuova body art. E poi ci cono i campioni del tatuaggio estremo, quelli che si sfigurano pur di comparire in qualche sito e ottenere un pacco di “mi piace”.

Il punto è che i tatuaggi sono indelebili, a meno di faticose e dolorose prove, mai perfettamente riuscite. Chi cambia il colore dei capelli e passa da un banale castano a un fiammeggiante rosso, o a un verde elettrico, se si pente, o solo cambia idea, può rimediare senza sforzi. Chi si pente di un tatuaggio, che fa? Chi si lascia con un fidanzato il cui nome era inciso nella pelle, come rimedia? E quando la moda passerà (la moda è tale proprio perché passa) che faranno i tanti portatori di vistosi disegni? E quando invecchieranno? Come sarà una nonnina con il disegno di un’astronave multicolore sull’avambraccio avvizzito?